Nuova vita….soliti problemi!

Non sono morta. Sono morta dentro, espatriata, rimpiantata in veneto e rinata.

E ora che sono qui in quel di Treviso, quasi quasi c’ho più vita sociale di quando stavo a Milano, anzi, non quasi quasi.

Intanto, mi sento una trottola, ho 2 case, 2 letti, una famiglia e amici a Milano e una coinquilina e nuove conoscenze a Treviso, ho iniziato a usare Bla Bla Car, ho scoperto che i miei piedi lunghi e sproporzionati per il mio corpo posso farmi distruggere un gomito sulle scale di marmo, ho iniziato ad andare in piscina e mi piace (e non solo per l’istruttore figo!) x 2 mesi ho pulito una casa di due piani con il solo uso di una scopa, (benvenuta a casa scopa elettrica della Vileda!) ho scoperto che i luoghi comuni veneti sono abbastanza delle cazzate, un pò come quelli milanesi, e che se dormo da sola in un letto matrimoniale mi ritrovo sempre esattamente al centro.

Tutto ciò causa non poca confusione.

Quando parti per iniziare qualcosa di nuovo e bello in un’altra città, sperando di rimanerci, cerchi di chiudere in un cassetto con doppia mandata tutte le cose più o meno irrisolte che ti complicavano la vita nella tua città natale, e la cosa è davvero facile, perchè, come vi avranno già detto in molti, non importa di quanti km ti sposti, quando te ne vai, il mondo non si ferma, e tutti proseguono ignari per la loro strada, come se nulla fosse.

Arrivi in questa bellissima città, che ricorda un pò Venezia in piccolo (moooolto piccolo), quando c’è il sole ogni corso d’acqua sbrilluccica, i prati sono verdissimi e il cielo è molto più azzurro di Milano! E gli uomini?

Gli uomini mi sa che sono gli stessi… o forse peggio, perchè qui, raccogliendo informazioni e guardandoti in giro, ti accorgi che ci sono due fazioni ben distinte, (si dividono pure i bar) : il fighetto trevigiano, e lo sfigato.

Io qui di alternativi non ne vedo, gli alternativi sono, ahimè, gli sfigatelli, ma non sfigatelli alla Cohen o alla Nick Miller, o Chandler (i miei prototipi di uomo perfetto) no…non nerd, o che non si sanno vestire, o che non si sanno pettinare, no…fosse solo quello.

Arrivano persino a dirti al primo incontro, che per quanto sia un’uscita a 4 non  necessariamente con intenti romantici, è comunque un’uscita tra uomo e donna, a te donna, che in questo momento stai lavorando in campo moda, settore intimo, che “Ah! Io le mutande le compro solo quando l’elastico si rompe ed è tutto molle (solo l’elastico????) e ci sono i buchi!”

Perchè? Dimmi ti prego… Ma perchè? Cosa succede nel tuo cervello uomo, che quando ti sono di fronte mi devi per forza far cadere le braccia?

Siamo passati dal comizio di 20 minuti su Mussolini, al cappellino con visiera al primo appuntamento, al discorso sulle mutande, dimmi Dio, vuoi proprio che io mantenga questo titolo di Scoppiatissima a vita? Nonostante la positività indomabile di Paoletto Fox?! Non ci siamo!!

Io, la principessa delle favole!

Avete mai provato a chiedere ai vostri amici cosa pensano di voi?
Io l’ho fatto!
Reduce da un’illuminante conferenza, ho seguito il consiglio del career coach e ho chiesto alle mie amiche più schiette e sincere, prendendole da diversi background della mia vita, di dirmi in 3 aggettivi le prime cose (positive o negative) che vengono in mente pensando alla mia persona!

Risultato: un unico comune denominatore “romantica”. (Nelle svariate declinazioni, sognatrice, femminile, delicata…)
In un caso anche, cito testualmente “romantica fino all’irrazionalità”.
Risposta mia a questa dichiarazione, cito sempre testualmente “ahah:D esagerata!!non sono così irrazionale…non più!:P”

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Ok lo so che non ci credete… e fate bene, perchè dopo aver letto ciò ho iniziato ad osservarmi dall’esterno, come faccio spesso, immaginandomi cosa vedrebbero gli spettatori se io fossi in un truman show, o ancora peggio, se potessero vedere quello che mi passa per la testa.
Mi immagino i miei pensieri proiettati tipo diapositiva su un maxi schermo, un pò sgranati, che si inceppano ogni tanto, con qualche diapositiva in mezzo che non c’entra un fico secco (quando i pensieri si accavallano e saltellano tipo cavalletta spaesata!)

Vi chiarisco meglio l’idea, perchè irrazionalmente romantica, ora che ci penso è la definizione più azzeccata.

Lasciamo perdere il fatto che mi innamoro 120 volte al minuto.
Altrettanto velocemente mi disinnamoro, di solito quando metto a fuoco, o quando lui è più vicino e posso vedere che A. non ha solo la barba ma anche pelacci neri che gli escono dalle mani, B. quella camminata ahimè è un pò troppo gay, C. cazzo ha la tracolla!(Il giorno in cui sarò finalmente pronta a vedere un uomo con la borsa sarà il giorno in cui dovrò iniziare ad accettare qualcosa di ancora più raccapricciante già lo so!) D. sembrava bello solo da lontano…ecc. ecc. ecc.

Lasciamo perdere anche il fatto che vedo amore ovunque, vedo sassolini a forma di cuore, pozzanghere a forma di cuori, una volta ho visto persino una maglietta pezzata di sudore a forma di cuore (giuro!)

La cosa forse peggiore però è che mi immagino costantemente scene romantiche.
Ecco l’irrazionalità:
3 anni fa, iniziai a lavorare al Bennet, pensai subito, saremo tutti gggiovani, troverò l’uomo della mia vita, e pomicieremo di nascosto in magazzino, questo prima di scoprire che erano tutti fidanzati e/o troppo ggiovani e/o non rispecchiavano proprio i miei gusti.
Da lì, la mia nuova fantasia diventò questa: essendo io una cartellonista (allora!) e salendo e scendendo costantemente dalla scala, la cosa più probabile che potesse succedere, per me, era cadere dalla scala, e innamorarmi del cliente/principe azzurro che da sotto mi prendeva al volo come fossi una piuma (nella mia mente ovviamente peso 40 kg. e un petalo di rosa!) In 3 anni ne avrò visti 2 carini, e uno di questi era il geometra, che anche volendo è la metà di me e la scena si sarebbe conclusa con me che lo spiaccico per terra in stile cartoon, con gli occhi che si gonfiano e fanno pof!

Ora invece, ho questa pazza idea di andarmene dall’Italia, e andare a fare l’au pair all’estero, e, com’è come non è, per ogni posto in cui trovo una famiglia nella mia mente si presenta il romanzo…
Ritornate al discorso delle diapositive e visualizzate…
Potrei andare in Olanda, già mi immagino, sdraiata in un campo di tulipani, il cielo azzurro, con qualche nuvoletta, chiudo gli occhi, e vedo un’ombra sopra di me, li apro e un meraviglioso olandese biondo mi offre qualcosa come pegno del suo amore…! Si scoprirà poi che mi aveva vista passare con la mia biciclettina davanti a casa sua tutte le mattine e sognava da giorni di conoscermi, in questa fantasia io parlo benissimo l’olandese!
Oppure in Scozia, e lì (reduce dal mio periodo di dipendenza da Jane Austen e le sorelle Bronte) è inevitabile figurarmi in una campagna verde, con la mia gonna svolazzante, e una nebbia fitta fitta da non vedersi neanche le mani, inciampo in un sasso (cosa neanche tanto figurata ma più che probabile visto il mio problema coi piedi -ve lo spiegherò in un altro post!-) e mi storto la caviglia, a un certo punto lo scalpiccio di un cavallo, e questo fighissimo moro un pò tenebroso senza dire una parola mi solleva sul suo destriero (anche qui peso sempre 40 kg. è ovvio!)e mi porta via verso lidi lontani baciandomi nel vento, qui ho anche lunghi capelli biondi che svolazzano al momento giusto.

E la morale di tutto ciò è, lo so, avevo un libretto bellissimo da piccola, tipo pop-up, che diceva… “E quando meno te lo aspetti…” Tu aprivi la pagina “saltano fuori tre coniglietti” e io mi accontenterei di un coniglietto, bellino e simpatico, va bene anche se morde.
Ma come faccio a non aspettarmi niente se qualunque cosa mi succeda parte il film?

Calcolo delle probabilità

Riconfermo, non sono una persona costante, cosa ci posso fare?

Comunque, non tergiversiamo sulla mia incapacità di portare avanti un blog, stasera, tornando a casa, riflettevo su una cosa:

essere single, è un problema di calcolo delle probabilità.

Pensateci, quante probabilità ci sono di andare a cena con La Gianni da Wang Jiao, avere una tavolata di soli uomini a fianco (che siano 5 o 3 poco importa, di solito di papabile a malapena ce n’è uno!) che attaccano bottone indagando sulle cibarie appena arrivate?

Nel nostro caso… 2 su 3!

Che tra questi “uomini” ci sia qualcuno che pensi “Toh! Che carino. E’ anche altissimo! Starebbe proprio bene in un’uscita a 4 con la Gianni  e il Pelliccia!”

1 su 3, è una buona media.

E allora ti dici, e dici alla Gianni, ma scusa, perchè non posso essere una di quelle che dicono “Sei single? Posso lasciarti il mio numero (e/o whatsapparti e/o aggiungerti su facebook e/o sposartimagari?!?) Alla fine cosa ci perdo, mal che vada dice di no.”

E la Gianni ti risponde “Perchè queste cose succedono solo nei film.”

E invece no, potrebbero succedere se non fosse per le probabilità di cui sopra.

Perchè ora invece mi dovete dire quante probabilità ci sono che nella stessa sera:

– abbiate il compeed total care (cerottino) per prevenire quella febbre bastarda che sta arrivando a ricordarvi che la vostra vita al momento è proprio una merda!

– abbiate i sandali con, non uno, ma due cerottini sulle dita, per aver cercato di fare la figa stangona all’esame della sera prima (che tanto stangona x me vuol dire arrivare al metro e 70!!!)

E per non battere sulle parti doloranti vi siate messe i sandali bassi e abbiate perso quei 7/8 centimetri di importanza.

– abbiate deciso di vestirvi sciatte perchè vi sentivate un pò bohémiene, con gonna lunga corallo e t-shirt arancio fluo che gridano “Ehy! Sono qui”

– che non appena vi alzate la vostra gonna oltre a gridare “Ehy sono qui!” aggiunga “E colei che m’indossa si ostina a usare le bacchette anche se non è capace e guardate… ho assaggiato un pò di purè di tofu anch’io!”

– e per finire, la probabilità più ovvia, top of the pops, che siate gonfie e adolescenti in piena fase pre ciclo?

Nel mio caso il 100%!

Perchè non importa quante cacche io abbia pestato nella vita, quante volte abbia inchiodato per non farmi attraversare la strada dal gatto nero e quandi ragni mi sia rifiutata di uccidere.

La sfiga ha un posto d’onore al tavolo con me e la Gianni, e scommetto che sa usare anche bene le bacchette!

E in sostanza c’è da dire, che in queste condizioni, probabilità o no, neanche in un film si poteva fare!

Figli della generazione cappellino

Lo so! Ma io vi avevo avvisato che non sono una persona costante. Sono riuscita a mettermi la somatoline due sere di seguito questa settimana, e ad andare in bici una volta, sono record!

Metteteci un trasloco che mi porta a non avere, ancora a oggi, internet attivo, metteteci gli esami, per questo corso che proprio non mi aspettavo fosse così impegnativo! Ed ecco che passano i mesi e di post non se ne vede l’ombra!

Ma sono qui, e nonostante sia la seconda bozza, sono ben determinata a scrivere e pubblicare qualcosa.

Vorrei parlarvi di questi uomini del secondo millennio e di quanto in realtà io mi senta come in quel film, “Io sono leggenda” (n.b. per trovare il titolo ho digitato su google film will smith con cane, senza speranze!!) perchè intorno a me tutto tace.

Non so voi, mie amiche single, poche rimaste, voi che non fate parte di tutte quelle coppiette felici che postano foto di matrimoni, pance, e bambini, voi che non sapete mai con chi andare in vacanza perchè tutte sono state agganciate, e voi che vagate per la città desolata e di UOMINI neanche l’ombra.

E non è perchè siamo esigenti, non è perchè non sappiamo dove cercare, è perchè, arrivati vicino ai 30, se noi abbiamo il problema della cellulite nostra acerrima nemica, e delle tette che non sono più giovani e smaglianti come a 18 anni, (ma coscie e sedere si possono coprire e si può spegnere la luce, e qualcuno molti anni fa ha inventato il nostro amico reggiseno!) loro hanno: la pancetta etilica, impossibile non trovarla ma va bene… si può tollerare, anzi, a volte dà un certo senso di protezione; e il dramma della nostra generazione gente, la piaga di tutti… il cappellino! Che fossero gabber o b-boy, tutti avevano il cappellino. E oggi, tutti sono stempiati. E’ un dato di fatto. E a me piacciono i capelli, mi piacciono folti, mi piacciono su tutta la testa, mi piacciono proprio!

Quindi diventa dura, trovare, non un adone, non il mio prototipo alto, magro, con i capelli scuri e gli occhi chiari, con pochi peli, niente occhiali che paga il conto e ti fa sentire una principessa, e ti fa anche ridere, ma una persona normale, che non abbia portato il cappello per vent’anni della sua vita, e che sappia dire due parole di seguito e buttarci lì un congiuntivo al posto giusto magari.

Lo so, chiedo già troppo!

Però lo cerco questo uomo perfetto ma non troppo, e non trovandolo in giro, lo cerco anche sul web, perchè io non disdegno niente! Ma nulla, non si trova neanche lì!

La cosa più divertente quando ti iscrivi su quei siti tipo “Adotta”, “Meetic” ecc. è la parte in cui scorri le fotine, tipo prima scrematura, e già lì mi accorgo di essere cattiva, c’è quello che mette la selfie fatta in ascensore -NO- quello che fa le facce da sono figo ma proprio non lo sei -NO- c’è quello con la faccia truce tipo ho mille pensieri per la testa e il più intenso l’ho avuto ora mentre stavo facendo cacca -NO- c’è il tipo che si fa la foto dei muscoli, e il collegamento è immediato amico, se non ti fotografi la faccia un motivo c’è! -NO- mille tizi con il cappellino, e se ancora lo porti ora sei spacciato! -NO-

Poi i nomi…vi dico il primo che leggo PATATABRAVA ma puoi chiamarti così? No dico! Cosa mi vuol dire? Che ti piace la Spagna? La patata piccante? Non lo so!

Comunque, io leggo anche i profili, e lì veramente dici dei NO GROSSI COME CASE! E’ un pò come quando si guarda uomini e donne, per vedere dove riesce ad arrivare il ridicolo, e quando arrivano gli oldest dici ok, ora posso smettere di guardarlo.

E la prossima volta vi dico quello che mi scrivono! 😮

Amore vero sotto l’albero!

Ok, lo ammetto, mi sto arenando! Nella mia mente è ancora ben saldo il presupposto di non far finire anche questo blog in un cassettino, o in uno scatolone insieme alla roba del trasloco, ma al momento è veramente dura conciliare lavoro (natale, fiera del bianco, saldi=periodo di mmmmerda!) più corso (apertura mentale e grande ispirazione che cozza tantissimo con il primo impegno e mi fa odiare tutto e tutti in quel posto!!) più regali, più dolcetti, più vita sociale (che al momento è al pari con la temperatura, ossia sotto zero!)

Comunque, eccomi qua, e non per raccontarvi del primo appuntamento, perchè sono tanto, troppo lontana da quell’argomento al momento, ma per parlarvi dello status della coppia.

Chi lo dice che se sono single sono disperata, la mia vita è limitata e invidio tutte le persone accoppiate?

Anzitutto precisiamo che le coppie che veramente stimo e invidio si riducono a un numero di 3/4 al massimo, e sono quelle persone che sono una e due allo stesso tempo, si vede che sono innamorati, si vede che hanno qualcosa di speciale, e magari hanno pure i loro problemi, o i loro cali di desiderio, ma procedono nella stessa direzione, insieme, eppure continuando ad essere parte del mondo come singoli individui e continuando ad avere una vita, delle amicizie e delle passioni che prescindono dalla coppia.

Questo è l’amore a cui ambisco, e questo è l’amore di cui potrei essere gelosa, tutto il resto per me è fuffa, ipocrisia, ostentamento, e una presa per il culo per gli altri quanto per sè stessi.

Sì lo so… non sto manifestando il mio rinomato spirito natalizio, ma c’è ancora tempo!

Oggi  l’amore è…

Facebook:

– non stiamo insieme se non cambiamo lo stato da single a impegnato con.

– non ci amiamo se non pubblichiamo video e/o foto e/o posts di noi che ci baciamo e/o abbracciamo e/o scambiamo effusioni e/o paroline dolci e/o diciamo a tutto il mondo quanto ma quanto ti amo!! (Ma non siamo la stessa generazione che rideva di quella pubblicità “ti amo” “ma quanto mi ami?” “ti penso?” “ma quanto mi pensi?” almeno loro se lo dicevano per telefono, pubblicità a parte, rimaneva una cosa intima!)

– e ci lasciamo, o comunque litighiamo se troviamo il messaggio della tal persona, o lui mette mi piace alla foto di quella zzzoccola che mi sta tanto sulle palle.

Whatsapp:

– controlliamo quando si è connesso così sappiamo se è vero che è andato a dormire

– se non ci risponde mentre invece è online vuol dire che sta messaggiando con un’altra!

Ecco, questo è l’amore di cui non sono gelosa, questo è l’amore che non voglio avere, questo è quello che non credo sia amore!

Arriva il Natale e lo dico a gran voce, da Gesù Bambino vorrei (oltre a tutte le cosine stupende per i dolci che sono arrivate al Bennet!) amore per tutti (me compresa) ma quello vero, quello che ti fa battere il cuore, quello che non c’è bisogno di dichiararlo al mondo intero perchè è tuo e solo tuo, quello che non ti fa sentire di avere uno status, ma che ti permette di essere te stesso, lo stesso te stesso che eri da single, solo con qualcuno a fianco a te con cui condividere il tutto, un puro e sincero amore sotto l’albero.

La principessa che credeva nelle favole e poi scopriva la triste realtà!

Prima di parlarvi del primo appuntamento, bisogna fare un’obbligata premessa. Avete mai letto “La principessa che credeva nelle favole”? Se la risposta a questa domanda è no, fatelo. E’ un’illuminante, più che realistico, percorso psicoterapeutico, che ogni donna uscita, o ancora dentro ad una relazione tutt’altro che perfetta (e ditemi voi chi non ce l’ha?) dovrebbe intraprendere.

Vi scrivo due citazioni, su tutte che dovrebbe farvi capire il senso “Prima di ogni altra cosa, noi siamo figli dell universo, interi, splendidi e perfetti in ogni dettaglio, perché, siamo cosi come l’infinito vuole che siamo. E’ quindi nostro diritto di nascita essere degni di rispetto e amore, e abbiamo l’obbligo di non accontentarci di nulla di meno.” “L’amore fa star bene… in caso contrario si tratta di un sentimento ben diverso… Se soffri più spesso di quando sei felice, vuol dire che non è amore, ma qualcosa di differente che ti tiene intrappolata in una sorta di prigione, e ti impedisce di vedere la porta verso la libertà, spalancata davanti a te.”

Bisogna leggerlo nel momento giusto, perchè come tutte le parole, possono, scivolare su di noi senza lasciare nulla di più di un ronzio nella testa, o illuminarci e dare un senso alla nostra vita. E sarebbe un peccato non cogliere appieno l’importanza di questa favola.

Abbiamo tutti sentito le parole di Marcia Grad, dette da amici o magari parenti, e le abbiamo ignorate, certe che la nostra storia fosse diversa, certe che la giustificazione ma io sono innamorata avesse un senso, e siamo rimaste tutte (masochiste fino al midollo) in quella prigione. Ma c’è sempre un momento in cui succede qualcosa, rompiamo le sbarre e riprendiamo in mano la nostra vita.

Tutto questo comunque per dire, che dovete leggere il libro, ma anche che siamo tutte delle “principesse che credono nelle favole” e questo non è colpa nostra, è colpa delle favole, è colpa dei romanzi, è colpa dei film!

Quante di voi si sono ritrovate sul treno Milano-Torino, assorte in un libro di Jane Austen (uno a caso, tanto il concetto è sempre lo stesso!) e complice la nebbia milanese hanno intravisto dal finestrino un affascinante (perchè non sono mai belli, se ci fate caso, gli uomini dei libri romantici) uomo a cavallo pronto a salvarvi e scortarvi fino a destinazione, nel momento in cui (tanto per cambiare) il nostro amico treno decide di fermarsi in mezzo al nulla?

E ricolleghiamoci al primo appuntamento, o incontro, cresciamo con la storia di Cenerentola, una sfigata squattrinata ma molto dolce, con tanti amici animali, e questo principe azzurro, meraviglioso, con il cavallo bianco, che non si caga nessun’altra (ma va beh…le sorellastre sono proprio brutte!) e s’innamora di lei, lei sola (in versione tirata a lucido però, ovviamente! Avrei voluto vedere se il principe la notava la Cinderella vestita di stracci!) a tal punto da girare il reame e far provare la scarpetta di cristallo persa dalla fuggevole, misteriosa fanciulla ad ogni ragazza, di ogni casa, di ogni via e bla bla bla. Ok… Provate a perdere qualcosa! Anche di più identificativo e facilmente riconducibile a voi. Vediamo chi ve lo riporta! Se qualcuno ve lo riporta! E ancora, ditemi quante di voi hanno “ballato” (per analogia con Cenerentola ma vale un qualunque primo approccio!) con qualcuno, si è instaurato un feeling, e lui vi ha cercate? E ora esiste facebook!! Non c’è bisogno di far provare una scarpetta a tutta Milano!

Passiamo a qualcosa di più facile, le favole sono favole, si sa… i film invece… Prendiamo le mie commedie romantiche preferite per eccellenza: The sexlist, chi di voi nella realtà ha Chris Evans come vicino di casa? Chi lo vorrebbe? Ok, abbiamo un risultato molto diverso tra una domanda e l’altra o sbaglio? Io poi non faccio testo, la mia vicina di casa è una pazza!! Comunque, quante probabilità abbiamo nella vita di avere uno figo come Chris Evans (sì ho fatto una ripetizione ma con lui si può… Chris Evans Chris Evans Chris Evans Chris Evans!!!) che si staglia nudo come mamma l’ha fatto di fronte alla nostra porta ogni mattina? Che ci aiuta a rintracciare tutti i nostri ex, senza che noi gli saltiamo addosso, che ci fa fare il bagno nudi nel porto, e non succede niente, e che accetta pure che non gliela diamo?! Fantascienza!

134 modi per innamorarsi, ora, tu, sfigatella alle medie e strafiga oggi, incontri (per caso) il ragazzo più cool, quello che era quarterback e stava con la cheerleader bionda, che (guarda caso) ti aveva sputtanata davanti a tuuuutta la scuola. Lui è David Silver di Beverly Hills. (Vi chiederete se guardo solo film con attori belli da guardare… probabilmente è così!) Ovviamente non ti riconosce, lo fai innamorare di te con l’intento di spezzargli il cuore (seeee) e… (tu guarda!) ti innamori di nuovo di lui! E lui (spoiler, ma tanto avevate dubbi?) sceglie voi anzichè la modella con cui stava da 10 anni (che ovviamente era la ragazza cheerleader delle medie!). Va beh…

Ultimo esempio, Quando l’amore non va in vacanza, perchè, a chi di noi non è mai successo di lasciarsi col ragazzo, partire per uno “scambio casa” e ritrovarsi in una casetta isolata e sperduta nel Surrey, dove non c’è un cane per miglia e miglia ma viene a bussarti nel cuore della notte il fratello della proprietaria della simpatica casetta che guarda caso è… Jude Law. E deve fare pipì!

E vi stupite se ogni appuntamento per me è un disastro e gli uomini mi fanno cadere le braccia?

E cosa dire del fatto che il miglior incontro romantico che mi prospetto è un uomo che mi salva tra le sue braccia da una rovinosa caduta dalla scala, mentre sto mettendo su un cartello? Quindi continuiamo a leggere le favole, ma non crediamoci più di tanto, perchè è più probabile che un principe si trasformi in rospo dopo che lo baciamo, che non il contrario!

E’ solo una fase!

Abbiamo tutti affrontato le varie fasi della vita da single (a parte coloro che, fortunate soul mates, si sono trovati ancora in fasce e non si sono lasciati maipppiù!)  Io essendo single ormai da parecchi anni, le ho superate un pò tutte, driblando, driftando, tuffandomi e schiantandomi (Analogie sportive come se piovesse.)

La fase da zoccola è la più divertente, c’è chi fa molta fatica a superarla, personalmente ho una predisposizione naturale per la vita di coppia monogama, (sì lo so che sono scoppiata! Difatti è una cosa inspiegabile e contronatura!) quindi è stata una fase vissuta stile esorcista (esci da questo corpo!) considerato poi, che ho fatto anche l’amante, calpestando con tacco 12 ogni mio principio morale. Letteralmente. Perchè la prima cosa che potete notare di questa fase è il mood. Quando viviamo la modalità zoccola, noi donne ci caliamo al 100% nella parte, prendiamo consapevolezza del potere del nostro corpo, sottolineiamo quel che c’è da sottolineare, nel mio caso le tette, e flirtiamo con qualunque uomo (vorrei dire degno di nota, ma non è così!) Conosco ragazze che hanno letteralmente fatto il cambio dell’armadio in questa fase.

Di solito è la prima tappa post-rottura, dopo un rapporto di lunga data, magari un pò opprimente. Passati pochi mesi, settimane, giorni o (fortunate voi!) ore, a piangere e chiedervi “Oddio! Come farò senza di lui?! Chi mi coccolerà? Con chi parlerò quando avrò bisogno? Non riuscirò mai più a far l’amore con nessuno!” (Non dite di no, questa cosa l’avete pensata un pò tutte almeno una volta. Io pensavo che avrei vomitato!) scoprite che A. Senza di lui state forse meglio. B. Le coccole sono sopravvalutate e guarda un pò, qualcuno ha inventato la nutella! C. Tanto lui comunque non vi ascoltava/sentiva/capiva/rispondeva. D. Ci riuscirete eccome! Anzi, scoprirete che si può fare un pò con tutti. E da qui scatta appunto la fase bbbbbitch!

Come in tutti i traumi, dopo il periodo di ribellione, c’è sempre un momento di accettazione, e qui di solito entra in gioco il chiodo scaccia chiodo (o schiaccia?) Io questa fase credo di averla saltata, a parte chiodini passatempo, non ho mai trovato un chiodo degno di tale nome. Ma alla fine, la maggior parte delle single che conosco, superata la fase zoccola passa a quella menefaccioandarebeneunoacaso. E io ahimè non sono così, piuttosto me ne torno al mio porto sicuro! Non sono rinomata per le mie sagge scelte infatti.

L’allternativa è la fase stobenesenzauomini e vivol’astinenzaconnonchalance: vi autoconvincete che lo fate perchè in realtà non avete voglia di cazzeggiare, che se l’uomo dei vostri sogni busserà alla vostra porta lo riconoscerete al suono del toc toc, e che è inutile ora come ora perdere tempo con persone poco interessanti/affini. E nel frattempo passate le vostre serate uscendo con tutte coppie ed essendo sempre la scoppiata! Ma va bene così, perchè vi autoconvincete anche, di essere molto impegnata e di non sapere proprio dove metterlo un uomo. In realtà lo sapete benissimo e… no! Non è dove state pensando voi, maliziosi! E’ in macchina, al posto di guida, per potervi scortare (da bravo cavaliere) al corso a Milano e impedirvi così di cristare dietro ogni camionista/automobilista disgraziato, che vi taglia la strada facendo finta di non vedervi, ho la 500 e mi chiamano Giorgina, ma non sono così piccola che non mi si vede!

La parte più bella però, sono i primi appuntamenti. Che siano uscite al buio organizzate dagli amici, incontri dopo lunghe chattate online con sconosciuti, una serata intima con l’amico storico che ora vedete con altri occhi o qualunque altro first date è sempre una delle cose più belle dell’essere single.

E sì… credo che vi lascerò in sospeso così, perchè il primo appuntamento merita un intero capitolo e perchè sono sveglia dalle 5 di stamattina, e vedo addobbi natalizi ovunque, perfino il mio orsacchiotto Giuggiolo ai piedi del letto mi ricorda l’orso vestito che è in promozione con 5€ di sconto e Ruby (sempre il mio cane/topo) mi pare quasi una renna, e non può essere proprio… perchè lui è il Grinch!!

Uomini (?)

La cosa bella dell’essere single, è la pace cosmica, l’atmosfera zen, che si respira ogni giorno non avendo qualcuno con cui litigare/prendersela/sfogare ogni istinto melodrammatico da ciclo! E quando le tue amiche/colleghe, ti raccontano i loro problemi di coppia, le gelosie, le discussioni, e bla bla bla, tu pensi Dio! Come sono fortunata!!

Al giorno d’oggi poi, con l’avvento di facebook e whatsapp quanto sono complicate le relazioni? Tralasciamo la sofferenza che infliggono sul resto del mondo, tutte le varie soap opera pubbliche, e tralasciamo anche quanto sia difficile star dietro ai vari è impegnata con, è sposata con, è in una situazione complicata, etc. che poi, ecco, spiegatemi questa situazione complicata! Io sono in una situazione complicata da tutta una vita, ma sono comunque single dalla prima volta che mi sono iscritta a facebook! E vi assicuro che da allora, di stati (mentali e non) ne ho attraversati parecchi!

Sto andando fuori tema, mentre oggi vi volevo parlare di quanto sia difficile, nonostante sembri più semplice, la vita da single! Lagianni me lo dice sempre, se il Pelliccia dovesse mollarmi, non so come farei a rimettermi in pista! Ed è vero!

Partiamo dal fatto che gli uomini non sono più uomini, sono donne! E non mi riferiscono agli uomini gay, che comunque sono una notevole fetta in meno che crea non pochi problemi, considerato che già di base, a quanto pare, c’è un uomo ogni 7 donne. Mi riferisco all’uomo che oggi, nel 2013, non ha le palle per chiedere a una ragazza per strada, o in un locale, di uscire con lui, o a quello che si fa più menate di una donna (che poi vai a capire se sono menate vere, o scuse, che comunque, uomo, sei ridicolo lo stesso!), a quello che si depila più di me e di te (sì, tu che stai leggendo e proprio ieri ti sei fatta la ceretta a gambe, braccia e inguine, attenta!! Loro ti battono.) o a quelli che si arrendono dopo un no. I vostri antenati, uomini, scalavano montagne, uccidevano draghi e si battevano a duello per conquistarci!!

Oggi l’uomo lo conosci solo così: amico di amici, incontri su internet (e comunque avrete entrambi una bella scusa pronta, perchè nessuno dei due ne andrà fiero, perchè poi?!) o conoscenze tra colleghi.

Ditemi, per favore, se conoscete qualcuno che è stato fermato per strada, o è inciampato per caso nell’amore della sua vita, o ha fatto carte false per trovare e conquistare quella persona vista di sfuggita in un giorno di pioggia (I film non valgono!).

Il romanticismo è scemato, scemato al punto che ci sforziamo di pensare, che se un uomo ci guarda le tette, in realtà sta cercando il nostro cuore che batte, e per quanto io cerchi ancora imperterrita il principe azzurro, con il cavallo bianco e quella cavolo di scarpetta, sono sicura al 100% che mi ritroverei a dovergli offrire un pranzo.

Anch’io viaggio da sola -parte 2-

A volte mi succedono cose, che mi lasciano talmente perplessa, che se poi ci penso, a mente fredda, non sono completamente sicura che siano realmente accadute!

Per fortuna, da buona comunicatrice, scrivo sempre dei messaggi alle mie amiche, per documentare l’evento paranormale, e il giorno dopo quando li rileggo penso “E’ successo davvero! Non l’ho sognato!”

Evento paranormale n. 1 io e il mio amico navigatore, la classica amicizia “amore e odio”.  Penso con molta convinzione, che abbia un sensore interno, che gli ha permesso di usare me come tara dal primo momento che l’ho preso in mano, perchè sì, è un tantino confuso!

Confuso al punto che se chiedo la strada a un benzinaio dopo ore che giro in tondo arrivo a destinazione in un baleno, confuso al punto che non sa che esiste una via a Milano (ripeto MILANO! Non un paesello sfigato di provincia) e quindi (ahimè, senza che io me ne accorga!!) mi manda in un altro paese di cui non ricordo neanche il nome, in piena bufera di neve. Confuso al punto che la mia tecnica seguil’indicazioneperilprimopaesecheconoscievaicondios è sempre comunque la migliore.

E’ successo un pò a tutti di sentire il navigatore che diceva di fare inversione in Corso Como, o in autostrada, so che questi non sono eventi particolari, ma a quanti di voi è successo questo?

Avete appena comprato il vostro primo smartphone, e siete esaltatissimi per il navigatore con il comando vocale, e guarda caso dovete giusto andare in un posto domani e non sapete come arrivarci.

Cliccate su navigatore, pronuncia destinazione e dite Milano, via della Capinera.

Cerca… cerca… e poi compare Milano, Via del Cazzo 😮

Ora, non so se sono rimasta a bocca aperta più per il fatto che esista una via che si chiama così (per inciso, se lo digito ora, non compare, non per niente è un evento paranormale!) o per il fatto che parlo così male!

Evento paranormale n. 2 Gio e il paese delle meraviglie. 

Come vi dicevo dato che devo sempre guidare e data la mia ansia da uniforme, tendo a contenere i livelli di alcol, quindi, no, non avevo bevuto e no, non avevo neanche fumato.

Semplicemente tornavo da Rho, (e io mi perdo sempre nei dintorni di Rho, è il mio personale triangolo delle Bermuda) intorno a mezzanotte, da sola, come sempre.

Sempre per la regola seguil’indicazioneperilprimopaesecheconoscievaicondios appena ho visto Arluno alla rotonda, ho sterzato immaginandomi già a casa a breve.

Mi sono un pò stranita ritrovandomi in questa stradina stretta stretta, a senso unico, per niente illuminata e senza niente intorno, ma il bello è stato quando ho visto questo cartello stradale rotondo, blu, con una biciclettina in mezzo… sì: ero in una pista ciclabile!

Non chiedetemi come sia possibile.

Essendo molto stretta ho pensato fosse meglio proseguire anzichè far retromarcia, ripetendomi che, come avevo trovato un accesso per entrarvi, l’avrei trovato per uscirvi. E intanto dentro di me, speravo che non ci fosse qualcuno, nascosto nel buio, pronto ad accoltellarmi, perchè, come mi avrebbero trovato? Non sapevo neanch’io dov’ero! Certo poi, pensandoci meglio, una macchina in una pista ciclabile non sarebbe passata inosservata, gialla per giunta, perchè allora avevo ancora la mia ka.

Proseguo lentamente, (se poteva esserci un maniaco nascosto poteva anche sbucare un ciclista pazzo in piena biciclettata notturna) finchè non salta fuori una lepre, e inizia a corrermi davanti. Non sto scherzando gente! Per un attimo ho pensato che mi avrebbe portato in un posto fantastico, che voi umani non potete neanche immaginare. E l’ho seguita, ma non è che potessi andare da qualche altra parte.

Così eccoci lì, io e una lepre che corre davanti a me, illuminata dai fari della mia ka gialla, su una pista ciclabile.

La fine di questa storia ahimè non è sensazionale, non mi sono ritrovata in nessun mondo parallelo, il coniglio non mi ha portata attraverso la sua tana nel paese delle meraviglie, semplicemente si è tuffato nei campi e io mi sono ritrovata con davanti una sbarra di ferro e sono dovuta tornare indietro in retro.

La mattina dopo, mi sono svegliata pensando di aver fatto un sogno assurdo, ho guardato il cellulare ed eccolo lì, il messaggio/prova, era successo davvero! E non avevo neanche trovato il funghetto con scritto EAT ME!

Anch’io viaggio da sola! -parte 1-

Ci sono poche cose che veramente mi pesano dell’essere single, (tralasciamo quelle ovvie e un pò sconce!) quello che veramente odio, credo sia il dover usare sempre la macchina (per quanto io ami guidare!).

Quant’è bello avere un ragazzo che ti passa a prendere sotto casa? Che quando uscite guida lui e sa tranquillamente dove andare, o se non lo sa sembra comunque scioltissimo, e se non lo è, voi comunque non ci pensate, tanto guida lui?

Anzitutto da quando sono single sono quasi diventata astemia, perchè, diciamolo, le sere in cui non devo mettermi al volante, sono la metà di zero! E io ci tengo alla mia patente. E ho il terrore delle persone in divisa.

Sono stata fermata 4 volte e le ricordo tutte quante: la prima, potremmo chiamarla LA PRIMA VOLTA. Patentata da poco, mi fanno accostare, palpitazioni a mille, anche perchè mi ero sempre chiesta, cosa devo dare quando mi chiedono il libretto? Quindi alla domanda fatidica, dico “Mi scusi, ma è la mia prima volta (???) tenga e prenda lei quello che le serve!” e gli mollo la cartelletta con dentro tutto. Prima mi chiedono qual è il limite, e io molto, ma molto convinta dico 60! Avete presente la gocciolina nei cartoni animati? Spontaneamente, si è manifestata sulla mia testa e il signor sbirro mi ha gentilmente risposto, “No, signorina, il limite è di 50 km/h”

WHAT?!

Multa, e va beh, la mia prima volta doveva pur essere speciale e memorabile! Ma il bello viene ora, perchè nel frattempo, il signor sbirro, si è reso conto di quanto fossi agitata, (probabilmente aveva pronta la domanda da quando gli ho detto che era la mia prima volta) e mi dice “Signorina, ha qualcosa da dichiarare?” E io, balbettando un pò: “No… che io sappia!” Devo avergli fatto pena, perchè io con quella risposta mi sarei perquisita, invece mi ha risposto solo “Va bene, vada”.

Seconda volta, poco degna di nota, IL PROVOLONE. Avevo degli enormi occhiali da sole e il tizio che mi ha fermata ha iniziato a chiedermi dove andavo, al lavoro (cazzotene!) cosa facevo, (ai tempi ero una felicissima stagista in pieno sogno post-scolastico) faccio la stilista. Risposta “Certo! Infatti ai proprio degli occhiali da stilista!”

Posso fare una faccina? 😮

Terza volta, molto divertente, chiamiamola MA MAGARI! Avevo appena portato nel bagagliaio una carrozzina e avevo i sedili abbassati, e giustamente mi hanno fermata, patente e libretto (ormai avevo imparato cosa si deve dare!) e domanda del secolo, con una faccia molto maliziosa, guardano dietro di me e mi chiedono “Signorina dov’è stata?” Ma cosa te ne frega a te, e comunque non in camporella!!! (Per ovvie ragioni non ho potuto rispondere così ma ancora oggi me ne pento!) 

Ultima volta, LA SFIGATA. Sto tornando dal Magnolia, serata anni ’60 molto divertente, alla quale ho bevuto mezzo bicchiere di gin lemon, non perchè mi preoccupavo del viaggio in macchina in questo caso, ma perchè ero ancora reduce da una gastroenterite che aveva ridotto le mie vacanze in grecia a 4 gg. di alloggio in camera singola con vista mare dall’ospedale di Argostoli (anche questa è tutta un’altra storia!). “Buonasera signorina, da dove viene?” “Da Milano” (ma perchè volete tutti sapere sempre i cazzi miei?!) “Ha bevuto signorina?” “No guardi, sono stata male di stomaco fino a ieri quindi non mi sembrava il caso!” L’amico sbirro scoppia inesorabilmente a ridere, dovevo essere molto spassosa, non so ancora perchè, e mi dice “Sicura?” “Non lo so..secondo lei potrei inventarmi una scusa così idiota?” Ride di nuovo e risponde: “Va bene vada pure!” Grazie!

Insomma, la morale della favola è che neanche la gente in uniforme mi prende sul serio!